Moving (Taken with instagram)

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E purtroppo funziona così. Decidono a tavolino cosa creare, a livello di produzione e di immagine, per sfornare ogni anno il nuovo cantante o gruppo (di stocazzo), che non ha nulla da dire, nessuna emozione da trasmettere, ma serve solo a far fare tanti, molti, troppi, soldi al produttore di turno.
Prendono una cretina con una bella voce e un bell’aspetto (e se non è di bell’aspetto la fanno diventare tale) e creano il personaggio. Scrivono la canzoncina che dovrà cantare, la mettono in mano ad uno staff che deciderà come pettinarla, quali vestiti deve indossare per essere veramente di tendenza, in quali luoghi farsi vedere e addirittura quali gossip dovrà alimentare. 
Questa roba (che non è musica) mi disgusta. 
Ma mi disgusta ancora di più la massa di persone che si fa abbindolare e spende soldi per finanziare questi produttori di merda.
Quella massa di ominidi senza cervello che si nutre di tutte quelle trasmissioni televisive insulse che alimentano queste produzioni di merda.
Quella massa di idioti che si accontenta di questa merda ed è convinta che non esista nulla di più bello che ascoltare le solite canzonette di Sanremo.
Fottetevi pecore. 

Mi porto dietro una matassa che non riesco più a sbrogliare / comunque la rigiri pesa / e non son più sicuro che sia lì la soluzione / ma che si trovi in fondo al mare / come le canzoni tristi quando fuori piove / come i pugni chiusi in tasca sui binari vuoti / se avrò forza a sufficienza mi vedrete invecchiare / e scoprire un pò alla volta che non basta il tempo e non basta il fiato / se non per imparare a lasciarsi galleggiare con un sasso sulla pancia e un pensiero bello in testa / e dopo tutto, quando fuori non piove, non è affatto male.

Fine Before You Came - “Sasso”

Certe canzoni le senti talmente “tue” da pensare che le hanno scritte pensando a te.

Sad carnival. (Taken with instagram)

Sad carnival. (Taken with instagram)

L’amore è una forma di pregiudizio. Si ama ciò di cui si ha bisogno, quello che ci fa star bene, quello che ci fa comodo. Come fai a dire che ami una persona, quando al mondo ci sono migliaia di persone che potresti amare di più, se solo le incontrassi? Il fatto è che non le incontri.[Charles Bukowski]  (via vanishlook)

(Fonte: misscazzimiei)

Via: svt_svt
Inquilini alla finestra. (Taken with instagram)

Inquilini alla finestra. (Taken with instagram)

Tetti. (Taken with instagram)

Tetti. (Taken with instagram)

Ricordo quando vidi per la prima volta questa scena. La leggerezza, la semplicità e il senso di armonia che trasmette mi lasciano sempre senza parole. Tutti dovremmo avere nella vita, almeno una volta, un attimo d’amore come questo. 

“Baisers volés” (1968) di F. Truffaut

Lei lo avvelena. Lui lo sa. Ma è talmente innamorato di lei che non gli importa. Lui preferisce morire, sapendo che è lei che lo sta uccidendo, piuttosto che non averla.

“Forse è questo l’amore, l’amore fa forse male?”
“Sì, fa male.” 

“La sirene du Mississippi” (1969) di F.Truffaut

La menzogna senza remore, l’uso di armi proibite, la violenza contro la popolazione civile: tutto ciò verrà perfezionato nella seconda guerra mondiale, ma era già stato inaugurato dalla prima. Persino la pubblicità dei più diversi prodotti commerciali, le cartoline di auguri e i giocattoli vengono stravolti allo scopo di alimentare l’odio. I responsabili politico-militari, man mano che la guerra procede, giustificano ogni mezzo adottato. Alimentano il proprio fanatismo parlando di una guerra necessaria a por fine a tutte le guerre, e, così facendo, si tagliano i ponti alle spalle. Ogni nuova leva, che getta masse enormi dall’adolescenza nella strage, è sempre l’ultima. Ogni nuovo prestito pubblico, che raspa il fondo dei risparmi, è sempre l’ultimo, così anche i risparmi precedenti non saranno “morti invano”. E’ sempre l’ultima spallata: i fronti sono immobili, ma la spinta decisiva inclinerà finalmente la bilancia dalla nostra parte.
Quello che si chiede è sempre più folle: ma, finché dura la paranoia collettiva, si salda per coerenza assurda alle follie precedenti e le redime. Il dogma secondo cui l’unico scopo è la vittoria e non il compromesso dà alla guerra un primato incrollabile sulla pace: così facendo giustifica tutti i passaggi mentali successivi. Perché combattere e morire? Perché c’è già stato tanto combattimento e tanta morte. E’ la stessa astuzia dei tempi di Ulisse. Proprio perché si è lottato tanto per prendere Troia bisogna combattere ancora: sarebbe vergognoso tornare a mani vuote!

Luigi Zoja

PARANOIA

La follia che fa la storia 

Bollati Boringhieri

2011

(via lolloblog)

Via: Geografie